Feed on
Articoli
Commenti

Il 9-10 e 11 aprile Ma…donna?

sarà esposta nel chiostro del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Bologna

Piazza San Giovanni in Monte, 2

in occasione del ciclo di incontri

La violenza contro le donne ieri e oggi, un crimine negato

Il primo marzo, in via delle Belle Arti, tre ragazze del coordinamento Quelle che non ci stanno (mentre stavano promuovendo il presidio che si sarebbe tenuto il 4 marzo di fronte al tribunale di Bologna, in solidarietà a Mara, donna che ha denunciato l’aggressore che nel 2006 aveva cercato di stuprarla), sono state fermate da tre uomini in borghese che, senza qualificarsi, hanno intimato loro di mostrare i documenti. Erano uomini della Digos, che hanno strappato loro il cellulare mentre stavano cercando di parlare con una avvocata dell’UDI e le hanno caricate in macchina, portandole in questura e schedandole, nonostante la loro disponbilità a fornire le generalità.
Ieri sono partite 17 denunce contro appartenenti al coordinamento Guai a chi ci tocca del cs Tpo. Il 7 marzo una cinquantina di donne e uomini hanno denunciato pubblicamente la farmacia San Antonio di Via Massarenti a Bologna, una delle tante in cui il proprietario si dichiara “obiettore di coscienza” e si rifiuta di vendere la pillola del giorno dopo (ecco il video dell’azione). Più delle denunce colpiscono le reazioni forti e verbalmente scomposte della curia bolognese e di molti mezzi di comunicazione.

Le donne, i loro corpi e i loro pensieri, continuano ad essere fonte di disagio quando irrompono nella scena pubblica agendo politicamente.
Tutte noi siamo vicine alle donne che, in vari modi e varie forme, lottano per l’autodeterminazione e non si arrendono di fronte ai reiterati tentativi di escluderle dagli spazi pubblici con la violenza, la sottomissione, il tentativo di impaurirle.
Martedì parteciperemo al dibattito pubblico convocato da Guai a chi ci tocca, riteniamo sia un’occasione di confronto e raccordo tra realtà diverse, che possono e devono trovare le parole per comunicare tra loro, per far sì che il grido che ne esce sia forte.

Etichette Stupide

Qui potete leggere il comunicato del coordinamento Guai a chi ci tocca

Mind the Map

In quali luoghi del tuo quartiere ti senti sicura, e quali invece attraversi con paura? Perché durante il giorno le strade sono piene di donne mentre, man mano che si fa buio, i rumori di tacchi sul marciapiede diminuiscono? Cosa ti potrebbe aiutare a sentirti più a tuo agio quando torni a casa la sera da sola?

Il progetto Mind the map, ideato da una rete di associazioni femminili per contrastare la violenza contro le donne, promuove tre incontri nel Quartiere Porto per discutere insieme le questioni riguardanti la violenza e la sicurezza dal punto di vista delle donne. Grazie alla partecipazione di cittadine e cittadini e al contributo di chi compilerà il nostro questionario, cercheremo idee per interventi, soluzioni e strategie. E, per chi lo vorrà, potremo continuare a confrontarci anche in futuro realizzando nel Quartiere Porto un laboratorio partecipato sulla violenza contro le donne.

Il progetto Mind the map prevede anche delle azioni di sensibilizzazione e un concorso creativo nelle scuole Fioravanti e Aldrovandi-Rubbiani.

Gli incontri si svolgeranno nei giorni:

Giovedì 13 marzo 2008 ore 18.00

Mercoledì 26 marzo 2008 ore 18.00

Giovedì 10 aprile 2008 ore 18.00

Presso la Sala consigliare del Q.re Porto, via dello Scalo 21

Parteciperanno:
Sergio Calmieri (Presidente Q.re Porto), Franca Mariani (Consigliera Q.re Porto), Associazione Comunicattive, Etichette Stupide, Maria Grazia Negrini (Tavola delle donne contro la violenza e sulla sicurezza nella città).

Allora ci vediamo tutte tra poco in piazza!

Né Norme Né Marie
Corpi tra desiderio e controllo

Martedì 4 marzo ore 19.oo
Tpo, Via Casarini 17/5, Bologna

La legge 194 subisce l’ennesimo attacco e diventa discorso strumentale per produrre consenso e far campagna elettorale in un momento di manifesta crisi della rappresentanza. In questo scenario sono i corpi i primi a svanire, pur essendo il vivo centro di tutti i dibattiti, terminali delle emozioni, dei desideri dei soggetti. Nella crociata contro l’aborto, assistiamo ad un paradosso nel quale acquisiscono cittadinanza embrioni diventati esseri umani (e questo processo è eclatante nella legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita), mentre la perdono le donne, , ridotte a incubatrici, luoghi pubblici del discorso politico, desoggettivate, smaterializzate. Controllate appunto. Perché è sul corpo delle donne che ha inizio quel processo di sorveglianza della società, che si estende ai desideri e alle forme di relazione di tutt@, che norma e manipola le identità, le autonomie, la volontà di autodeterminarsi e decidere.
Le 150.000 a Roma il 24 novembre, le contestazioni contro la presenza papale alla Sapienza, le migliaia nelle piazze di tutta Italia il 14 febbraio affermano il desiderio di liberazione da ogni forma di controllo. Perché l’indignazione è un inizio, l’autorganizzazione un scelta, il conflitto una gioia.

Ne parliamo con:
Beatrice Busi – A/matrix Roma
Renato Busarello - Antagonismogay Bologna
Valentina Greco - Etichette Stupide
Coordina “Guai a chi ci tocca” TPO

A seguire inaugurazione della mostra,
“Ma…donna? Stereotipi e rappresentazioni del maschile e del femminile”
A cura di Etichette Stupide
dal 4 all’8 marzo c/o Tpo

La pubblicità si avvale di immagini e linguaggi così martellanti e pervasivi da apparirci ormai scontati, ciò contribuisce a creare e rafforzare luoghi comuni e stereotipi sulla donna, sull’uomo e sulle loro relazioni. La mostra è una selezione di alcune delle campagne pubblicitarie più diffuse nella carta stampata, analizzate e rielaborate criticamente per mezzo di scritti, collages, disegni. E’ indubbiamente uno sguardo parziale, ma l’intento di questo lavoro è reagire e sollecitare una reazione di fronte ad una rappresentazione che postula la passività dell’osservatore e la sua totale identificazione. Non è sempre così, con un pizzico di presunzione, le autrici affermano che potrebbe esserlo ancora meno. L’esposizione è divisa in sette sezioni, ognuna corrispondente ad un immaginario diffuso nella comunicazione pubblicitaria: Fuori luogo, Tentatrice, Piccole donne, Donna e motori/Uomo è motori, Maschio, Lesbo (è) chic, Relazioni?

>>>Aperitivo con djSet<<<

Tpo- via Casarini 17/5 Bologna- tpo@mail.com - www.myspace.com/cstpo

Dal 9 all’11 aprile 2008 la mostra Ma…donna? sarà esposta nel chiostro di San Giovanni in Monte, sede del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Bologna, in occasione di un ciclo di incontri sul tema della violenza contro le donne.

Di seguito riportiamo il programma:

Università degli studi di Bologna - Dipartimento di Discipline Storiche

Società italiana delle storiche

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
IERI E OGGI: UN CRIMINE NEGATO

1° Ciclo di incontri

5 marzo 2008 ore 11-13 Aula Prodi


Alberto De Bernardi, “Il perché di questa iniziativa”
Cesarina Casanova, “Crimini in famiglia: il caso di Bologna nel Seicento”
 
3 aprile 2008 ore 15-17 Aula Prodi
 
Lucia Ferrante, Angela Romanin, Valeria D’Onofrio, “Quando la famiglia è un pericolo: dai rifugi per malmaritate ai centri antiviolenza”
 
9 aprile 2008 ore 15-18,30 Aula Prodi
 
Ico Gasparri, “Chi è il maestro del lupo cattivo? L’immagine della donna in pubblicità a Milano 1990-2008″
 
 
Tutti gli incontri si svolgono nell’Aula Prodi (in S. Giovanni in Monte, 2) e sono indirizzati agli studenti e alle studentesse
 
Nei giorni 9,10,11 aprile sarà allestita, nel chiostro di S. Giovanni in Monte, la mostra delle ETICHETTE STUPIDE dal titolo “Ma…donna? Stereotipi e rappresentazioni del maschile e del femminile nell’Anno Domini MMVII”

 

Rassegna Stampa

Qui trovate l’articolo apparso sul numero di Gennaio di Noi Donne.

P.S. Ci teniamo a sottolineare che mai e poi mai una di noi avrebbe pronunciato la frase “mezzi subliminali”. Vittime anche noi dei media, sarà la legge del contrappasso!

Di seguito riportiamo il testo dell’appello con cui la Rete delle Donne di Bologna ha convocato un presidio per l’autodeterminazione dopo i fatti di Napoli.

L’appuntamento è alle 17 davanti al Sant’Orsola di Bologna, in via Massarenti, 9. 

“Care,
avrete sicuramente letto la terribile notizia del
blitz della polizia al Policlinico di Napoli dovuto, dicono, alla segnalazione anonima di un infanticidio in flagranza
(Art. 578 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale), risoltosi nell’ammissione di un normale aborto terapeutico, dopo lunghi e illegittimi interrogatori e sequestro del materiale biologico espulso (previo riconoscimento della “vittima” da parte della madre)
Chi ci dice che quella telefonata sia mai arrivata? Chi può dire se non fosse invece in atto un’indagine ambientale, se non vi fosse tra le corsie un poliziotto in borghese in attesa di poter punire quei pochi medici che non obiettano all’IVG? Viviamo in questi giorni un accanimento generalizzato (disumano e rabbioso) contro la libertà di scelta delle donne che si sta traducendo sempre più in violenze e ingiurie. In stigmatizzazioni senza senso e ora, addirittura, in un tentato arresto! Questo atto vigliacco risuona nella testa di tutte come un temibile avvertimento: vi puniremo, assassine! Ma noi non siamo assassine e tanto meno abbiamo paura. Siamo soltanto sempre più indignate e pronte a difendere le nostre vite, la nostra dignità di donne libere di scegliere.
E’ chiaro come il
protocollo firmato dai ginecologi cattolici romani sulla rianimazione del feto sia colpevole di aver creato un clima di criminalizzazione delle donne che vogliono o che sono costrette ad abortire. E’ chiaro che la proposta di moratoria sull’aborto di Ferrara ha avuto echi straordinari tra gli integralisti che siedono e siederanno nel nostro parlamento. E’ chiaro il servilismo del nostro ceto politico ai diktat vaticani così come pare chiaro che non possiamo accettare una campagna elettorale tutta incentrata su come stigmatizzare i nostri corpi e come limitare la nostra libertà di autodeterminazione.

Le compagne napoletane saranno giovedì 14/02/2008 alle 17.00 in presidio in Piazza Vanvitelli. Le donne in tutta la nazione stanno organizzando presidi in concomitanza con quello napoletano.

A Bologna l’appuntamento è alle 17.00 sotto l’Ospedale Sant’Orsola (Via Massarenti 9), cioè alle porte del reparto di ginecologia con il più alto numero di obiettori di coscienza, ove, insomma, il servizio pubblico non garantisce l’applicazione della Legge 194.

Rete delle donne di Bologna

Quello appena trascorso è stato un anno decisamente incivile: un anno fatto di violenze e abusi; un anno in cui a più riprese si è esercitata la censura nei confronti della libera espressione artistica ed intellettuale; un anno in cui, ancora una volta, si è fatto un uso pubblico del corpo femminile al fine di strumentalizzarlo e renderlo oggetto…”per dir solo di alcuni”, come ha scritto John Brunner.

Il 2007 ha quasi terminato la sua parabola discendente, non facciamo bilanci e continuiamo il nostro piccolo ma determinato lavoro.

Auguri a chi si troverà a passare da qui in queste ore!

Nel numero di gennaio della rivista Noi Donne (in uscita il 7/1/200 8) ci sarà anche un articolo su Etichette Stupide.

Lo posteremo anche sul blog, ma volete mettere la soddisfazione di sfogliare le pagine annusando il profumo della carta?

Articoli precedenti »