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Archive for novembre 2008

Change your mind!

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Mind the map

Quali strategie per una città a misura di donna?

Change your mind!

Aldrovandi-Rubbiani e Fioravanti contro la violenza sulle donne

Etichette Stupide ha svolto un percorso didattico all’interno degli istituti superiori Aldrovandi-Rubbiani e Fioravanti per sensibilizzare studentesse, studenti e corpo docente sul fenomeno della violenza contro le donne.

Il progetto è stato suddiviso in tre fasi:

1- Due incontri curriculari con le quattro classi partecipanti. Un primo incontro con gli esperti della Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna e dell’Associazione Maschile Plurale, per introdurre i ragazzi al tema della violenza contro le donne. Un secondo incontro con ComunicAttive e Etichette Stupide per approfondire il tema della violenza attraverso la sua rappresentazione mediatica.

2- Attività di ideazione e realizzazione di elaborati sul tema, svolta all’interno della ordinaria programmazione scolastica, con l’ausilio dei docenti che hanno aderito al progetto.

3- Tutte le creazioni dei ragazzi hanno dato vita a Change your Mind!

La mostra Change your Mind! verrà inaugurata mercoledì 26 novembre 2008 presso la Biblioteca Borges del Quartiere Porto, via dello Scalo n°21, ore 10,30.

L’esposizione sarà visitabile fino a lunedì 1 dicembre negli orari di apertura della biblioteca Borges, dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 18.00, lunedì dalle 13.00 alle 18.00.

Per l’occasione saranno presenti: il Presidente del Quartiere Porto Sergio Palmieri, la consigliera del Quartiere Porto Franca Mariani, i Dirigenti scolastici, i docenti coinvolti nel progetto e tutti gli studenti e le studentesse. Seguirà rinfresco.

Etichette Stupide desidera ringraziare i professori che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto: Cante, Comelli, Mele e Tomassoni per Aldrovandi-Rubbiani; Barbara e Corrado per Fioravanti.

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Donne sull’orlo della crisi
(che noi non abbiamo nessuna intenzione di pagare)

Mercoledì 19 novembre 2008
Ore 21
Tpo, Via Casarini 17/5, Bologna

Ne parliamo con:

Angela Balzano, Uniriot Bologna
Anna Borghi, ricercatrice precari
Stefania Ghedini, maestra scuola elementare XXI Aprile
Cristina Morini, giornalista e scrittrice

Coordina: Guai a chi ci tocca

Ebbene sì, siamo donne sull’orlo della crisi.
Eravamo già un po’ irritate quando lo scorso anno maroni non contento di essere già ministro si è autoproclamato santo prottettore delle donne italiane, dopo aver compiuto il miracolo del “pacchetto sicurezza”. Peccato che noi, miscredenti e non innocenti, abbiamo smascherato subito l’unica logica realmente sottesa a questo provvedimento, che è un’ idea di sicurezza ferma alla conservazione dell’ordine costituito, e intenzionata a normalizzare chi con la propria autonomia osa proporre la trasformazione di questo stesso ordine.
Ci siamo decisamente innervosite quando abbiamo capito che non a caso la logica securitaria tentava di convincerci che la violenza sulle donne è opera di mostri – possibilmente pazzi, poveri e immigrati, invece che padri, zii, ex fidanzati o compagni di banco – proprio perché questo permette di non rimettere in discussione la società, ma anzi rinforza il sistema della “tutela”, che significa ancora una volta non riconoscimento della soggettività e della capacità di scelta delle donne.
Alla fine dell’estate eravamo poi un tantino agitate: al ritorno dalle vacanze la ministra carfagna era riuscita a far approvare il suo decorativo decreto antiprostituzione, che ha come unico fine la “pulizia” delle strade da ogni comportamento ritenuto non conforme alla pubblica moralità, e che per raggiungere tale obiettivo ordina di controllare le strade a tutti i costi, anche economici, e di normare tutti i comportamenti atipici, soprattutto quelli di donne, lesbiche, trans e queer.
L’agitazione saliva nell’apprendere che la stessa ministra, insieme all’onnipresente tremonti, mentre emanava il decreto anti sex workers, decideva di tagliare 20 milioni di euro ai centri antiviolenza per le donne.
E negli ultimi tempi ridiamo istericamente: un mese fa infatti l’assessore alla salute dell’Emilia Romagna bissoni ha approvato le linee guida di applicazione della legge 194/1978 sull’ivg. Ragazze, pensavate che i consultori fossero spazi pubblici e laici dove curarvi e informarvi nel pieno rispetto della vostra libertà di scelta e autodeterminazione? Grazie a bissoni dimenticate tutto ciò: nei consultori troverete presto associazioni cattoliche antiaboriste, foraggiate dalla regione (cioè da fondi pubblici, circa 600 mila euro…) con lo scopo di abbassare il numero di aborti. Come se noi non fossimo in grado di decidere senza dio, l’assistente sociale o l’obiettore di turno.
E a questo punto, dopo l’approvazione dei ddl 133 e 137 della Gelmini, siamo decisamente arrabbiate. Ci fa rabbia il tentativo di aggirare la crisi economica con tagli che ricadono direttamente sul libero accesso alla formazione di tutt*. Ci fa più rabbia ancora che con il decreto 137 di nuovo il prezzo della crisi si riversi su tutte le maestre che vedono a rischio il loro posto di lavoro, e che lo stesso preveda il “superamento”del tempo pieno. Non si preoccupi la maestra, perché sarà pure unica ma non sarà sola: a farle compagnia migliaia di precarie italiane (già licenziate con i tagli al parti time: vedi alla voce Alitalia e La Perla a Bologna) saranno a casa, travestite da angeli del focolare a crescere e formare la prole.
A questo punto, dubbiose, ci chiediamo se oltre alla crisi economica vogliano far pagare a noi donne, anche la crisi del welfare.
Non è possibile ridurre tutto a “una questione privata” . Occorre trasformare i nostri desideri in rivendicazione collettiva, politica, di diritti, di vita non assoggettata. E ogni qualvolta vorrete incuterci paura, noi proveremo solo rabbia.
Anche per questo parteciperemo INDECOROSAMENTE LIBERE alla
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE A ROMA, 22 NOVEMBRE 2008

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Trasposizioni sull'etica nomade. Incontro con Rosi Braidotti

Trasposizioni sull

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Assemblea in vista della Manifestazione Nazionale contro la Violenza Maschile sulle Donne che si terrà a Roma il 22 Novembre

Mercoledì 5 Novembre ore 21,00

presso la sede dell’Associazione Armonie

Via Emilia Levante 118

A tutte le donne, femministe, lesbiche di associazioni, di collettivi, di organizzazioni di Bologna.
Il 22 Novembre a Roma si terrà la Manifestazione Nazionale contro la Violenza Maschile sulle Donne.
Quest’anno la protesta richiama tutte le forme di violenza e controllo che le donne e le lesbiche vivono nella società, come il femminicidio e il concetto di “decoro” pubblico che finisce per normare i comportamenti sessuali di tutte, fino a criminizzarli.
Da Bologna le donne del movimento hanno stilato un manifesto da proporre in sede nazionale, avviato l’organizzazione dei pullman e la vendita dei biglietti, si sono confrontate su una serie di iniziative che avranno la funzione di diffondere i contenuti della manifestazione e raccogliere fondi.

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